Il “Disturbo da uso di Tabacco”

Scritto da: Dott.ssa Cristina Castrovinci

Il TABAGISMO o dipendenza dal fumo di tabacco è il modo comune di definire il “Disturbo da uso di tabacco”, inserito nella nella categoria dei “Disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction” del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V).

Si tratta dell'atto di bruciare le foglie secche della pianta del tabacco a cui può conseguire un'intossicazione di tipo cronico e una dipendenza.

La dipendenza è innescata dalla presenza di più di 4000 sostanze contenute nelle sigarette e sostenuta dall’attivazione del “meccanismo della gratificazione”.

Ma, quello che inizialmente è il raggiungimento di un piacere attraverso il fumo della sigaretta, si trasforma ben presto in una necessità della sigaretta stessa. Il fumo di tabacco, infatti, innescherà molto rapidamente un meccanismo di dipendenza che si manifesta sia a livello fisiologico che psicologico. Il tabagista comincerà a sentire a livello corporeo un desiderio improvviso e incontrollabile di fumare accompagnato dalla ricerca compulsiva di una sigaretta; ma svilupperà anche un bisogno psicologico della sigaretta, avendola investita di un ruolo calmante e antistress.

Comprendere la propria abitudine al fumo è il primo passo della terapia per la dismissione del tabagismo.

COMPOSIZIONE DELLA SIGARETTA

In una sigaretta di circa 8 mm di diametro e 70-120 mm di lunghezza, sono contenuti circa 1 grammo di tabacco e 1 milligrammo di nicotina. Ogni sigaretta, ed il fumo da essa sprigionato, contengono circa 4000 sostanze delle quali 40 sono cancerogene, ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici contenuti nel catrame ed il Polonio. Alcuni agenti cancerogeni sono contenuti già nelle foglie della pianta del tabacco, mentre altri si generano durante la combustione, anche di 800-900°C, o le fasi di stagionatura e lavorazione del tabacco.

Fra le sostanze di cui si compone una sigaretta troviamo:

la nicotina, che è responsabile dell’esordio della dipendenza;

il monossido di carbonio, che causa mal di testa e vertigini;

cadmio, comunemnete utilizzato nelle batterie, causa di malattie polmonari e cardiache;

mercurio, che è nocivo per le mucose ed il sistema nervoso;

catrame, causa del tumore ai polmoni;

polonio, nocivo per il fegato;

arsenico, è un veleno, provoca desquamazione della pelle;

formaldeide, anch’esso irritante per la pelle;

ammoniaca, che ha la funzione di aumentare l’effetto della nicotina;

toluene, è un solvente industriale;

ddt, è un insetticida.

Conoscere da cosa è composta una sigaretta è importante non solo per essere consapevoli delle sostanze tossiche inalate e sprigionate tramite il fumo passivo, ma anche per comprendere quanto sia prevalente il fattore psicologico nel determinare la funzione di ogni sigaretta. Infatti, spesso accade che sigarette della medesima composizione, ovvero lo stesso prodotto del tabacco, possono essere percepite in modo diverso dalla persona, in momenti diversi della giornata.

MECCANISMI DI DIPENDENZA

Quando parliamo di meccanismi di dipendenza ci riferiamo a meccanismi complessi che vedono intrecciarsi diversi fattori. Allo stesso modo, vincere il meccanismo della dipendenza presuppone diversi livelli di intervento, e quindi di aiuto, che agiscono:

a livello fisiologico, infatti, l’introduzione di una sostanza, la nicotina, altera alcuni equilibri biologici e produce degli effetti a livello corporeo che la medicina può aiutare a contrastare;

a livello comportamentale, perché, la dipendenza crea delle abitudini comportamentali (come gesti, routine legati all’accensione, consumo e allo spegnimento dell sigaretta) che diventano parte della quotidianità e che la mente registra, quindi è possibile trovare delle strategie per bloccare questi automatismi;

a livello psicologico, che è il focus del mio intervento, si cerca di comprendere le motivazioni che hanno portato alla dipendenza attraverso percorsi individuali o di gruppo.

In ciascun fumatore questi aspetti possono assumere un peso diverso ed in parte spiegano il perché è così difficile smettere di fumare.

Eh no, non basta la buona volontà! Perché in presenza di una dipendenza, agiscono molti meccanismi psicologici inconsapevoli e automatici, fino a quando non vengono analizzati insieme ad un terapeuta.

A CHI RIVOLGERSI SE VOGLIO SMETTERE DI FUMARE?

Spesso accade che non si abbia ben chiaro a chi potersi rivolgere per chiedere aiuto nella dismissione dal fumo di sigarette, proprio perché non sappiamo catalogare questo tipo di malessere. Quindi, se è intuitivo che se ho la percezione di non vedere più bene andrò da un oculista, se ho sempre la pressione alta o bassa, andrò da un cardiologo e così via...a chi mi rivolgo se voglio smettere di fumare?

Per rispondere a questa domanda, ritorniamo a parlare dei tre modi per agire contro la dipendenza, fisio-psico-comportamentale che ci porta a riconoscere che ogni richiesta di aiuto presuppone una specifica figura sanitaria, ovvero quella dello psicologo e/o del medico e farmacista.

Il primo approccio per il fumatore è, spesso, il medico di base accompagnato, in certi casi, già dalla presenza dello psicologo di base. Ma spesso, può accadere anche la situazione inversa, ovvero, che sia lo stesso medico a consigliare al proprio paziente di smettere di fumare quando sono evidenti patologie legate al fumo di sigarette.

Il medico interviene sul piano fisiologico della dipendenza e può prescrivere dei farmaci che aiutano ad affrontare il bisogno fisico di nicotina nel corpo. Al medico di base, si affianca una categoria di medici specialisti che si occupano di tecniche utili anche per il tabagismo, come l’auricolopuntura o agopuntura.

Altra figura è il farmacista, che si occupa di fornire farmaci da banco e prodotti parafarmaceutici quali cerotti, sprye, gomme da masticare di supporto alla carenza di nicotina.

Ma tutto questo basta?

Per un tabagista cronico, agire solo a livello fisiologico potrebbe non bastare e diventa indispensabile rivolgersi ad uno psicologo. Che sia all’interno di un centro antifumo o uno studio privato, lo psicologo è la figura che permette di andare al nocciolo della dipendenza, capirne la storia ed il significato laddove la forza di volontà e la determinazione falliscono.

All’interno di un percorso, lo psicologo può aiutare a trovare le strategie comportamentali di supporto alla dismissione del sintomo e promuovere un graduale cambiamento interiore a partire da una maggiore consapevolezza della funzione che la sigaretta ha assunto nella propria vita e che adesso è diventata fonte di disagio.

Il primo passo inizia da te!

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